mercoledì 6 ottobre 2010

Rialzi di testa

Un breve seguito al post di ieri.
Non certamente per un caso, dopo la assegnazione ad Edwards del nobel, non solo si riapre la discussione sulle "fedi contrapposte" ma anche si riscopre la non costituzionalità della legge 40.
Non posso dire che la cosa non mi faccia piacere, anzi.
Ma mi dispiace dover sempre assistere a questi rialzi di testa. Non so infatti se sia per una perdita di memoria, per un abbassamento di interesse o semplicemente per la rassegnazione che in questi anni si è impossessata di noi italiani, ma il rialzo di testa significa senza tema di smentita che prima la si era abbassata. E ad abbassare la testa, in perfetto insegnamento clericale, siamo diventati tutti un po' troppo bravi, accettando cose imposte da individui ed organizzazioni ai limiti (e a volte anche oltre) della delinquenza, certamente esterni a qualsiasi forma di cultura sociale e non.
Vediamo se stavolta riusciamo ad andare fino in fondo, sconfiggendo il medioevo in cui qualcuno ha tutto l'interesse a tenerci.
Se volete approfondire, date una occhiata qui.

martedì 5 ottobre 2010

Inaccettabile Vaticano

Il Vaticano non perde occasione per rendere evidente a tutti, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di quanto sia antistorica, antisociale e ci sarebbe da dire anticristiana la sua esistenza. Anche la esternazione sul Nobel ad Edwards si colloca nello stile tipico. Non ci si accontenta di dichiarare che non si è d'accordo, ma si attacca come al solito frontalmente, dicendo che la scelta, peraltro libera, è inaccettabile. Ed è meglio sorvolare sulla motivazione. Se questo, in un paese normalmente civile e culturalmente nella media, porterebbe principalmente a rendere ridicolo chi lo dice, nel nostro paese, che civile lo è un po' meno, l'opinione vaticana viene fatta propria, avallata e utilizzata non solo dal potere temporale (che poi non disdegna in privato di venire meno a nove comandamenti su dieci) ma da tanti, troppi cattolici non abbastanza maturi da ragionare e prenderne le distanze. Solo sei anni fa il nostro civilissimo paese ha promulgato la (per dirla alla vaticana inaccettabile) legge 40 sulla procreazione assistita, e ha fatto fallire l'anno successivo il referendum abrogativo, seguendo le indicazioni di un nuovo Papa che poi, col tempo, si è dimostrato per quello che è (o che non è). Ieri l'incivile europa ha assegnato il premio Nobel a Robert Edwards per lo sviluppo della fertilizzazione in vitro. Se tutti intorno a te suonano una musica diversa, converrebbe, invece di continuare a stonare, fermarsi un attimo ad ascoltare e cercare di capire. Ma è chiedere troppo, probabilmente.
Eppure il mondo è pieno di cristiani illuminati, ed è veramente un peccato che a noi Italiani tocchi avere in casa questo sciame di cattolici oscurantisti e il loro capo supremo, che hanno l'unico effetto di rallentare, ancor più di quanto già non siamo capaci di fare da soli, lo sviluppo della civiltà in questo paese. Paese nel quale, ancora oggi, nel 2010, il figlio di due persone non sposate non ha legalmente dei nonni. 

lunedì 4 ottobre 2010

Pronto helpdesk, con chi twitto?

Fino ad ieri eravamo abituati a chiamare i call center trovando spesso persone incompetenti o impotenti, raramente in grado di darti consigli su un problema, figuriamoci risolverlo. Adesso possiamo contattare un esiguo gruppo di queste stesse persone attraverso i social network: facebook, twitter, friendfeed. Tu scrivi un messaggio, loro ti rispondono. Funziona? Forse.
L'utente ha un vantaggio, che è quello di dare tempo all'interlocutore di cercare da qualche parte o da qualcuno più bravo di lui la soluzione al problema. Certo lo svantaggio è che l'utente deve aspettare. Magari anche un'ora, per ricevere una risposta, o almeno un invito ad un direct messaging. Ma almeno la risposta, una decente risposta, ha una probabilità decisamente più alta di arrivare. L'operatore del call center, invece, ha il vantaggio che eventuali lamentele del cliente sono scritte e non urlate, il che spesso è per lui (o lei) preferibile. E' pur vero che l'opzione flirting con il cliente inviperito è in questo caso quasi del tutto fuori discussione: non ci sono voci suadenti che tengano o profferte di convenientissime soluzioni alternative quando usi la tastiera.
Dando una sbirciatina su twitter mi pare che per adesso il servizio di Telecom sia molto poco usato, il che certamente aiuta la sua riuscita. Se e quando ci saranno online un numero di chiamate analogo a quelle telefoniche, credo che il vantaggio di non sentire la frase resti in linea per non perdere la priorità acquisita sia inferiore a quello di scrivere un messaggio nel vuoto del ciberspazio e chiedersi se mai sia esso arrivato a destinazione o sia stato fagocitato da qualche router sulla via o più facilmente perso nel mucchio di byte sullo schermo dell'operatore. 
E l'azienda? Beh, l'azienda ci mette davvero la faccia. Come operazione trasparenza è innegabilmente efficace, ma non so quanto ritorno pubblicitario ci sia dal mettere in piazza tutti i disservizi dei clienti. Senza contare che, così come quasi tutti sono capaci di scrivere - in forma anonima soprattutto - messaggi erotici sul web mentre non tutti  hanno lo stesso coraggio nel chiamare una chat line telefonica, anche in questo caso ogni forma di inibizione del cliente, spesso spinto da lunghe attese sia prima che durante la conversazione, ad evitare di perder tempo a chiamare, viene perduta. E in assenza di possibilità di moderazione potremmo leggerne delle belle.

Nuovo slogan, elezioni vicine?

Che le elezioni siano davvero vicine? Segnali ce ne sono. E non stiamo parlando certo delle esternazioni politiche dei preposti di palazzo. Stiamo parlando dello slogan coniato per il principale interesse nazionale: Scudetto per tutti.
Ormai meno tasse e un lavoro hanno fatto il loro tempo. Del resto in questo caso la platea è nettamente più vasta e la probabilità di riuscita nell'impresa promessa più o meno la stessa.
La classifica parla chiaro: se togliamo la Lazio, abbiamo 15 squadre in 4 punti, o se preferite 18 squadre in 6 punti. Si, certo, sono solo sei giornate, ma lo scorso campionato di questi tempi tra la prima e l'ultima c'erano 13 punti, quest'anno solo 9. E negli stessi 4 punti dopo la prima c'erano 6 squadre non 15.
Ad avvalorare l'ipotesi di elezioni anticipate, poi, c'è anche il riuscitissimo risultato di limitare lo storpiamento dello slogan. Scudetto per tutti si, ma non Scudetto per Totti. Almeno per il momento. Della Fiorentina preferisco tacere.
Si, d'accordo, questa è una idiozia. Però in un paese normale di dirla non verrebbe neppure in mente. Nel nostro, guardandoci intorno in questi ultimi anni,  voi dareste senza indugi la vostra vita per  l'impossibilità di questa tesi bislacca?

sabato 2 ottobre 2010

Indigeste congestioni


Si può fare qualcosa per il traffico nelle città? Dipende dalle città, innanzitutto. A Firenze, per esempio,  la situazione è ulteriormente complicata dalla struttura della città, dotata di strade troppo strette. Altra cosa che complica notevolmente la situazione è la completa mancanza di decentralizzazione dei servizi e dei luoghi di raccolta. Per essere precisi, quando nacquero i quartieri a nord della città si iniziò a decentrare, cioè togliere dal centro, ma dal momento che da allora nessuno si è fermato, il risultato è che ormai fabbriche, aziende di grandi dimensioni, centri commerciali, aereoporto, servizi, ospedali, senza contare gli altri centri ad alta popolazione, stanno tutti a nord, creando lì un unico centro per il traffico. Pertanto è ovvio che la circolazione critica è sud-nord la mattina, e nord-sud la sera, con pochissime eccezioni. La situazione è tragica e certo non ci sono vie di scampo da queste due problematiche appena viste. Quindi non si può fare niente? Beh, qualcosa da fare ci sarebbe, a mio avviso. Sono piccole cose, e anche molto banali in fondo, ma che sono sicuro - perché purtroppo io seguo il senso dell'onda - che aiuterebbero. E costano poco, vicino allo zero. Anzi, in certi casi ci si guadagnerebbe anche. Vediamo.

  • Considerato che le ore critiche sono dalle 8 alle 9 e 30 la mattina e dalle 17 e 30 alle 20 la sera, in questi orari si potrebbe, credo, evitare di eseguire il servizio di raccolta rifiuti, potatura alberi e altre analoghe attività tipicamente notturne.
  • Esiste già una norma del codice della strada che vieta il parcheggio in doppia fila. Basterebbe che almeno nelle fasce orarie di cui sopra si eseguissero controlli e si emanassero sanzioni, sia tramite l'utilizzo delle telecamere, sia tramite autisti dei mezzi pubblici, oltre che, ovviamente da parte della polizia municipale.
  • Sempre nelle fasce orarie indicate, si potrebbe evitare la circolazione ai mezzi pesanti, quantomeno nelle strade di grande comunicazione e scorrimento. E, perché no, decidere che in quelle fasce orarie non si consegnano merci in generale, impedendo la circolazione anche ai corrieri (che poi rientrano tipicamente nella categoria dei parcheggiatori in doppia fila).
  • Una revisione delle corsie preferenziali non sarebbe dannosa. Spesso esse sono state create osservando solo la necessità del mezzo pubblico, senza valutare bene le conseguenze sul resto del traffico. Ci sono zone in cui a causa delle corsie preferenziali o di certi assurdi sensi unici, un normale automobilista (anche il due-ruotista in teoria, in pratica si sa che i due-ruotisti possono impunemente viaggiare dove vogliono) è costretto per recarsi dal punto A al punto B distante 300 metri, a compiere tre volte tanta strada. Tutti creano traffico sulle stesse direttrici, indipendentemente da dove devono andare.

Se non esistessero i due-ruotisti (della serie che mondo sarebbe senza nutella alla meno uno), che hanno costretto, con la loro totale incapacità di capire cosa sia la segnaletica orizzontale, il comune a posizionare dei cordoli di cemento per separare i sensi di marcia sui viali di circonvallazione, avremmo potuto fare come fanno a Barcellona sulla Diagonal, riservare cioè gestendo la cosa con semafori, più corsie ad un senso di marcia in base all'orario. Che poi almeno 'sti generatori di rumore diminuissero il traffico o l'inquinamento, uno potrebbe anche passarci sopra (no, non in quel senso lì...). Ma i danni in entrambi i casi sono sistematici, purtroppo. Sul rumore, invece, servirà un capitolo a parte.

Come farsi pubblicità a tue spese

Potrei anche, sforzandomi un po', essere d'accordo con la scelta di mettere a pagamento le buste della spesa. Potrebbe essere un incentivo a consumarne meno, anche se basterebbe farle tutte biodegradabili. Il costo, comunque, potrebbe tranquillamente essere assorbito sul prodotto venduto. Ma quello che veramente rasenta l'assurdo è quando ti fanno pagare le buste con sopra il logo del negozio. Cosa tipica, se non esclusiva, delle grandi catene di supermercati. Chi va in giro a fare pubblicità alla Esselunga o alla Coop dovrebbe essere pagato, non pagare. Se poi proprio si vuol far pagare la busta, va bene, ma per favore obblighiamoli a vendercela bianca o, comunque, senza loghi stampati.
Questo stesso concetto potremmo tranquillamente applicarlo a quei rotoloni di carta assorbente che, al posto degli uccellini e delle ciliegie, hanno stampata sopra la pubblicità. E che invece di regalarteli o, al limite, darti dei soldi a te se li compri, te li fanno pagare poco meno dei tradizionali.
Del resto i precursori di questa pratica abnorme sono state le aziende discografiche. Ricordate i CD col bollino "Pubblicità TV" che costavano più cari perché si dovevano recuperare i soldi spesi in promozione?

venerdì 1 ottobre 2010

Wi-Fi free or expensive 3G?

Su L'Espresso di oggi in una breve intervista Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom, si schiera apertamente a favore del decreto Pisanu che, rendendo di fatto quasi impossibile installare un hot-spot wifi, dal 2005 tiene l'Italia tra i paesi più arretrati nella connettività internet open air, stupefacendo ogni anno migliaia di turisti che si vedono chiedere un documento per poter accedere alla rete con il proprio dispositivo mobile. Ammetto che nella mia ingenuità pensavo che il mantenimento anno dopo anno del decreto Pisanu fosse solo una ennesima prova della incompetenza e arretratezza culturale della nostra classe politica, ma in effetti non avevo pensato a quello che ormai da anni maggiormente provoca leggi e decreti: il potere delle lobby.Le case editrici impediscono l'uscita di ebook sullo store di Apple o di altri vendor, le compagnie telefoniche vedono ovviamente di buon occhio (anche se Bernabè dice di non entrarci niente) la pesante limitazione negli accessi wi-fi, che costringono chi vuole connettività all'aperto a rivolgersi a loro, pagando a caro, carissimo prezzo un servizio ogni giorno più scarso in termini di velocità e affidabilità. Ormai siamo tutti assuefatti a queste ingerenze, e i politici hanno vita facile nelle imporcele. Il 31 dicembre ri-scade il decreto Pisanu, che dal 2005, appunto, viene regolarmente prorogato. Che succederà questa volta? L'avvento sempre più massiccio di dispositivi smartphone, tablet, netbook, servirà finalmente ad impedire questo ennesimo scempio? Di certo le compagnie telefoniche vedranno proprio in questo diffondersi di dispositivi una gallina dalle uova d'oro. Riusciranno i nostri eroi ad impedirlo? Vediamo se la mobilitazione, partita in qualche modo oggi da L'Espresso, sarà questa volta più convinta. Per quello che potrà servire.

 
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