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mercoledì 13 ottobre 2010

Niente tappi alle bottiglie

E' sempre spiacevole parlare male del lavoro degli altri, specie quando il lavoro è un lavoro molto difficile, oltre che molto rischioso e di alto valore sociale, come quello del poliziotto. Però mi suona un po' male che si cerchi di esaltare le forze dell'ordine (intese sia ben chiaro non come singoli poliziotti ma come istituzione) all'interno di quanto è accaduto ieri sera a Genova, quando è stato di fatto consentito a quegli sciagurati individui non solo di arrivare allo stadio ed entrarci, ma anche di entrarci con un vero arsenale da guerra. Se vado allo stadio io, e l'ultima volta ero tribuna non in curva, mi perquisiscono, mi cercano se ho accendini o i tappi alle bottigliette di plastica. Non voglio parlare male di quei poveretti che stanno a fare servizio all'ingresso, ma qualcosa di sicuro non torna se ieri sera sono entrate allo stadio cose un po' peggiori di un accendino o di una bottiglietta chiusa. C'è stato, come minimo, un clamoroso errore di sottovalutazione, oltre che certa incapacità di gestione. E se le partite della nazionale erano rimaste ormai tra le poche ad attirare pubblico eterogeneo e famiglie, da oggi anche qui si è chiuso. Peggio della tessera del tifoso, che, sicuramente, quelli serbi non avevano...

lunedì 4 ottobre 2010

Nuovo slogan, elezioni vicine?

Che le elezioni siano davvero vicine? Segnali ce ne sono. E non stiamo parlando certo delle esternazioni politiche dei preposti di palazzo. Stiamo parlando dello slogan coniato per il principale interesse nazionale: Scudetto per tutti.
Ormai meno tasse e un lavoro hanno fatto il loro tempo. Del resto in questo caso la platea è nettamente più vasta e la probabilità di riuscita nell'impresa promessa più o meno la stessa.
La classifica parla chiaro: se togliamo la Lazio, abbiamo 15 squadre in 4 punti, o se preferite 18 squadre in 6 punti. Si, certo, sono solo sei giornate, ma lo scorso campionato di questi tempi tra la prima e l'ultima c'erano 13 punti, quest'anno solo 9. E negli stessi 4 punti dopo la prima c'erano 6 squadre non 15.
Ad avvalorare l'ipotesi di elezioni anticipate, poi, c'è anche il riuscitissimo risultato di limitare lo storpiamento dello slogan. Scudetto per tutti si, ma non Scudetto per Totti. Almeno per il momento. Della Fiorentina preferisco tacere.
Si, d'accordo, questa è una idiozia. Però in un paese normale di dirla non verrebbe neppure in mente. Nel nostro, guardandoci intorno in questi ultimi anni,  voi dareste senza indugi la vostra vita per  l'impossibilità di questa tesi bislacca?

martedì 28 settembre 2010

Spot estremi

Guardatevi questo video, se non lo avete ancora visto. Della serie: non c'è limite alla fantasia, ma non c'è limite neppure alla sfacciataggine. Strano che Totti ancora non si sia fatto sentire, e si preoccupi invece di quella trota padre di Bossi. Altro che Bossi, qui la cosa si fa davvero dura! Giulio Cesare. Proprio lui, il romano più romano tra tutti i romani, con la sciarpa bianconera che tifa Juve? Onta, sacrilegio, infamia e disonore! Rosella Sensi appena l'ha visto, in una accorata lettera alla Federazione densa di arimortacci ha subito chiesto la squalifica del nuovo campo della Juve perché  Cesare fa il saluto romano!
A parte le facezie, diciamo che lo spot sarebbe anche simpatico, se non fosse che fa subito venire in mente due considerazioni semiserie (nello spirito del blog).
La prima è che sarebbe la prima volta che il calcio riesce a prendersi in giro senza conseguenze. La serietà nell'affrontare gli argomenti nel mondo del calcio è forse pari solo all'ammontare del denaro che vi circola. Il capo del Governo usa l'aereo di stato per portarsi a letto le escort? E chi se ne frega! Il fallo di Mexes era fuori area e forse non era neppure fallo? Interpellanza parlamentare! E Cesare può impunemente tifare Juve in uno spot, peraltro juventino, e nessuno si scandalizza? Nessuno protesta? Nessuno scrive un saggio sociologico? Non c'è un articolo di Baricco su Repubblica che dice "ve l'avevo detto"? Ancora non ci credo.
La seconda è una riflessione: che la Juventus fosse una squadra apolide lo si sapeva, ma questo spot porta questa sua condizione di squadra disancorata da ogni contestualizzazione socio-geografica ai massimi termini. Pensate a quale altra squadra italiana avrebbe mai potuto immaginarsi uno spot di questo tipo. Ce lo vedete Camillo Benso Conte di Cavour in giallorosso a cantare Grazie Roma in uno spot per la rivalutazione dello stadio Flaminio?  O la Fiorentina che per inaugurare la Cittadella Viola usa come testimonial Pietro Micca con cappello viola e giglio di Firenze sul petto che fa esplodere il Franchi?
Interessante è l'autoreferenziazione finale: noi siamo la storia. Ecco, bravi. La storia. Perché l'attualità certo porta altri colori.
Tremo tuttavia al pensiero che adesso Bossi possa fare il remake di questo spot usandolo come campagna elettorale,  mettendo Alberto da Giussano con la sciarpa verde che urla "Ceeeeel'hoooooo durooooo", Noi siamo la storia....

giovedì 23 settembre 2010

Provincialismo b&w


Mi ero ripromesso di scrivere il meno possibile su Fiorentina o Juventus, ma stasera vedendo la partita della Juve contro il Palermo non posso tacere che sono rimasto abbastanza colpito dal sentire il pubblico bianconero, da pochi minuti sotto di due gol in casa, cantare "finché vivrò odierò la Fiorentina...". Caspita. C'è qualcuno più provinciale di noi, che almeno ci teniamo lo juvemerda per momenti meno delicati.

mercoledì 22 settembre 2010

Galliani: anticipata di due anni la fine del mondo

E così anche quest'anno il nullocrinito vice-presidente amministratore delegato (g.f., Zi Festr) della Associazione Calcio Milan sta cercando in tutti i modi di cambiare il calendario del campionato di serie A alla vigilia di Natale.
Noto per la sua profonda fede nonché per le indiscusse capacità di meteorologo, come testimonia il premio "Edmondo Bernacca" ricevuto pochi mesi fa, Adriano Galliani ha stabilito oggi (non è chiaro a quale titolo) l'impossibilità assoluta di giocare il campionato di calcio di serie A il 22 di dicembre, per due motivi fondamentali: il primo, ovviamente, è non turbare il raccoglimento dell'antivigilia alle famiglie italiane, che resterebbero certamente sconvolte in quel periodo dal vedere al ralenti i labiali dei giocatori in campo; il secondo è la certezza di violente precipitazioni nevose in tutta la penisola con il crollo delle temperature proprio il 22 dicembre 2010. Voci non confermate, in realtà, parlano del ritrovamento, avvenuto ieri proprio da parte di Galliani, di scritti Maya che anticiperebbero di due anni esatti la fine del mondo. Ma la notizia, per adesso, e per ovvi motivi, resta secretata.
La verità, ovviamente, è un'altra, e non fa neppure più notizia essendo la stessa dello scorso campionato (ricordate di quella partita pre-natalizia rinviata a Firenze per ghiaccio sugli spalti, non, come da regolamento, al giorno successivo, ma a data da destinarsi?). La verità è che l'AC Milan ha già promesso ai suoi campioni brasiliani (Ronaldinho, Robinho, Patinho...) le ferie. E' Galliani poveretto non può convincerli a restare...non avessero a scioperare...
 
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